LE COSE CHE POCHI RACCONTANO  

12-11-12

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giudittadembech@virgilio.it

  Sapevate che il celeberrimo AUTORITRATTO DI LEONARDO era dato per  "SCOMPARSO" fino agli anni '60? 

Sapete dov'era? IN UNA SCATOLA DA SCARPE, FRA CENTINAIA DI CASSE, NEI SOTTERRANEI DELLA BIBLIOTECA REALE......

Ecco una bella storia che ho ricordato al quotidiano "CRONACA QUI"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo pasticcio all'italiana,  per cui ho vinto il premio giornalistico "PANNUNZIO" il vero protagonista è l'avvocato GIACOMO VOLPINI ed il fotografo MARIO VALENTINO

Io sono soltanto il testimone attivo e la voce narrante, che non si rassegna a tacere.

passando su www.giudittaaudio.it   da martedì 29.11 potrete ascoltarla

 raccontata ai microfoni di Radio Italia Uno

VI CONSIGLIO DI LEGGERE QUESTO ARTICOLO, TRATTO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO, TANTO PER CHIARIRCI LE IDEE

                             Il Dalai Lama mi ha onorato di un incontro privato a Milano. Il Papa non ha voluto riceverlo, il presidente Napolitano neppure, Prodi è dato per disperso e il dalai-lema non lo vuole alla Farnesina. Camera e Senato non hanno ritenuto di doverlo ospitare ufficialmente. La Moratti ha deciso di usare prudenza, lo vedrà, ma insieme ad altri premi Nobel per non dare troppo nell’occhio. Dicono che si vestirà da monaca di clausura per non farsi riconoscere. Solo Formigoni, onore al merito, lo vedrà in via ufficiale. Siamo al trionfo della viltà. Il Dalai Lama è anche premio Nobel per la pace, oltre che guida spirituale dei buddisti tibetani e massima autorità temporale del Tibet.
Quando la Cina era solo comunista il Dalai Lama veniva ricevuto da tutti, ora che la Cina è ipercapitalista il Dalai Lama è oscurato. Il dio denaro è la più forte tra le divinità italiane. Templi in suo onore sono presenti al centro di tutte le città, sono le nuove chiese: le banche, le assicurazioni.
Uno degli uomini più importanti del mondo è trattato come un cane in Chiesa. La Confindustria è salva, l’Italia un po’ meno. Che differenza c’è tra la democrazia cinese e la nostra? Una sola, da loro la pena di morte è esplicita, ti sparano. Da noi ti isolano, ti diffamano, ti trasferiscono. Solo se è necessario ti ammazzano. E’ una dittatura buona. L’omicidio è SOLO L'ULTIMA RISORSA


Il Dalai Lama in Cina è cancellato dalla Rete, se inserisci il suo nome sui motori di ricerca non lo trovi, in Italia questo non è ancora possibile. E la Rete parla di lui, mentre gli altri media minimizzano, tagliano, disinformano.
Il Dalai Lama mi ha regalato una sciarpa bianca, gli ho promesso che sarò per lui il Richard Gere italiano per la liberazione del Tibet. L’ho visto un po’ perplesso forse perchè sono più bello di Richard. Il blog farà il possibile per dare informazioni sul Tibet. Per un Tibet libero. Conto sul vostro aiuto.
                                                                              (Beppe Grillo)

 

 

           

  LA FEROCIA DEGLI UOMINI  CONTRO GLI ANIMALI

 Non ci sara' pace sulla terra se la sete di sangue e' nel cuore degli uomini

  Un articolo di  Di Franco Libero Manco

 

La crudeltà praticata come spettacolo ha origine antichissime, si pensi che per l’inaugurazione

 del Colosseo furono immolati 11.000 animali. Le prime gare con i tori in Spagna risalgono

all’anno 815 d.C. ma la corrida vera e propria nasce nel XIV secolo come gioco equestre. 

Nell’arco di 20 anni il papa Pio V emanò ben 4 bolle a severa condanna delle corride e delle altre

fiestas, ma senza alcun risultato.

Filippo V di Borbone disse: “E’ incredibile il desiderio di ammazzare animali che dimostra questa

 nazione. Questo popolaccio è di una ferocia incredibile”. Nel 1805 Carlo IV emise la Real Cedula

che vietava formalmente la corrida, ma di fatto non ebbe alcuna efficacia.

 

Ma vi sono molti interessi di carattere economico, politico e religioso che ruotano intorno alle corride.

Ricchi latifondisti, allevatori di bestiame, agenzie turistiche e operatori della carta stampata si

appellano alla tradizione, all’interesse turistico, artistico e sportivo. I grandi allevatori godono di

importanti appoggi politici e di consistenti finanziamenti da parte del Ministero della cultura.

 

I tentativi recenti di far sbarcare a Mosca e a Venezia la corrida sono falliti a causa delle proteste

degli animalisti europei e dell’opinione pubblica. I turisti che alimentano le corride sono principalmente

 italiani e giapponesi. Il mito della corrida è rinforzato grazie ai romanzi di Ibanez ed Hemingway.

Anche le star del cinema come Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Ava Gardner e Lucia Bosè hanno

contribuito con i ruoli assunti in alcuni films. 

Almodovar ne “Il Matador” denuncia invece la violenza taurina e critica il cattolicesimo.

Unico tra le agenzie turistiche ad essersi rifiutato di propagandare le corride è l’Alpitour su pressione

 della lega antivivisezione.

 

Tossa de Mar è stata la prima città spagnola ad aver abolito la corrida.

La corrida, come le feste patronali, si associa a rituali cruenti di origine pagana.

Tra le fiestas più note vi è quella di Medina Celi in cui il toro ha le corna intrise

 di pece infuocata; quella di S. Isidoro a Madrid e di S. Firmino a Pamplona.

Esistono in Spagna circa 400 plaza de tores.  Prima dello spettacolo il toro viene battuto sugli arti

posteriori e sulla schiena con sacchi di sabbia.

Altri espedienti sono: stoppa nelle narici; vaselina negli occhi, droghe, limatura delle corna.

Inoltre, fin dall’inizio l’animale ha un lungo spillone conficcato nel collo che reca una bandierina

(coccarda) col nome dell’allevatore.

Durante la corrida i primi ad affrontare il toro sono i “banderilleros” muniti di aste di legno lunghe

70 cm munite di un arpione di acciaio a punta.  La gualdrappa, innovazione abbastanza recente,

serve ad impedire al pubblico di vedere i cavalli sventrati dalle incornate dei tori.

Molti cavalli vengono ricuciti rozzamente e fatti rientrare nello spettacolo successivo.

 Nell’arco dello spettacolo, che dura circa un’ora e mezza, vengono uccisi 6 tori da 3 toreri.

Dietro la barrera il toro viene castrato ancora vivo e cosciente, tagliate orecchie e coda.

 

Nell’ultimo secolo sono morti nell’arena 40 fra toreri e picadores a fronte di 30.000 tori uccisi ogni anno.

Nessun toro è mai stato graziato. Neppure il toro che uccise il grande Manolete con un’incornata:

le sue orecchie e la sua coda furono seppellite con lui.

 

Nel 1960 è stata istituita presso la facoltà di medicina di Madrid una cattedra di torotraumatologia.

Oltre alle corride ogni anno si svolgono in Spagna circa 3.000 feste patronali in cui vengono coinvolti,

 tormentati e uccisi animali di ogni specie: vitelli, caprette, asini, cani, gatti, oche, galli.

Quasi tutte le feste si concludono con il taglio dei genitali dell’animale.

I bambini sono  invitati ad emulare i grandi. In alcune cittadine i bambini entrano gratis a vedere la corrida.

 

La Chiesa non ha mai preso una posizione coerente e definitiva contro le corride,

nonostante la bolla di S. Pio V che condanna duramente ed in modo imperituro la corrida..

Ogni Plaza de Tores deve avere una piccola cappella dove ogni torero riceve la benedizione di un prete

 prima di entrare nell’arena. Il prete deve assistere a tutta la corrida.

Don Angelo Rodriguez  è occasionalmente entrato nell’arena per toreare.

 

Le banderillas, riccamente decorate, venivano confezionate in un convento di suore di clausura presso Madrid

dove l’Università Pontificia ha istituito una cattedra di Tauromachia il cui docente era un prete francescano,

Alfonso Ortega, tra l’altro vice direttore della stessa Università.

 

In Messico, più che in Spagna, le corse dei tori, che accompagnano le varie ricorrenze religiose, 

sono sostenute dalla Chiesa: servono a sovvenzionare la costruzione di edifici sacri.

Alcuni religiosi erano coinvolti nell’allevamento e a Caracas i frati cappuccini possiedono addirittura un’arena.

In Messico vi è l’arena più grande del mondo, la Monumental, in grado di ospitare 50.000 persone.

 

Condannarono le corride Voltaire, Montesquieu, Byron, Garcia Lorca, Victor Hugo. Anche in Francia ogni anno

si svolgono un centinaio di corride.

Nel 1800 nasce in Francia la società per la protezione degli animali inizialmente contro le crudeltà inflitte

al cavallo, animale prediletto dall’aristocrazia, ma solo dal 1860 l’idea della protezione degli animali si estende

 a tutti gli animali.

 

In Portogallo fin dal 1834 fu vietata la messa a morte del toro, ma il toro subisce le medesime violenze

 delle corride tradizionali anche senza la stoccata finale della morte.

Il mondo culturale spagnolo non ha il coraggio di esporsi apertamente contro la corrida.

Soltanto i Verdi ed i Repubblicani spagnoli hanno condannato apertamente la tauromachia.

 

Franco Libero Manco

 

Manifestazione contro la corrida

programmata per sabato 30 settembre in Roma,

 Largo Goldoni dalle ore 11 alle ore 13.

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Ultimo aggiornamento:  28-11-11