La Nascita del Gotico

12-11-12

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giudittadembech@virgilio.it



Tratto da "Luoghi magnetici e di potere"

 

 

IL MISTERO DELL’ARCHITETTURA  GOTICA

Accadde tutto all’improvviso e senza una spiegazione apparente, e a tutt’oggi ci chiediamo cosa ci sia VERAMENTE dietro, ma andiamo con ordine…

Ci fu un momento particolare, a partire dall'anno 1130 (badate bene: NON PRIMA!), in cui in Europa, ci fu una straordinaria fioritura di Abbazie e Cattedrali erette con uno stile nuovo, elegante e, fino a quel momento, sconosciuto.

Accadde qualcosa nei nostri territori che stravolse tutte le conoscenze fino ad allora acquisite sull'architettura sacra: arriva il Gotico...

Nell'arco fulmineo di trent'anni, giusto il tempo intercorso fra il ritorno dalla Terra Santa di Nove misteriosi Cavalieri e la morte di Bernardo di Clairvaux, 356 cantieri vennero innalzati contemporaneamente in tutta Europa; di questi, ben 237 sulla sola Francia!. E le costruzioni continuarono nei due secoli successivi.

L'abbazia di Chiaravalle, nei pressi di Milano, fondata nel 1135 da Bernardo Di Clairvaux

Una serie di splendide costruzioni che gareggiano fra loro in bellezza, fascino, suggestione costellano d’improvviso l’Europa, costruite talvolta in luoghi spopolati; letteralmente “cattedrali nel deserto”,villaggi e città gli sono poi cresciuti attorno col tempo… Alcune sono intitolate ai grandi Santi: Jean, Etienne, Michel, Maurice, Denis, Benoit, Remy,  moltissime invece, sono intitolate a Notre Dame, Nostra Signora... Il culto della Vergine, venne introdotto proprio da Bernardo di Chiaravalle, misogino, eppure fervente sostenitore della Madonna, in un’epoca in cui la Chiesa non ne menziona quasi mai la figura.

Ma il clero e la Chiesa si sa, hanno sempre avuto una forte antipatia per le donne, l'Inquisizione poi le bruciava molto più spesso e volentieri che non gli uomini, con la scusa che la donna: "avendo nel suo corpo più orifizi era più facilmente vittima di possessioni diaboliche..."

Tutto questo accade in un momento in cui fervevano grandi eventi e sconvolgimenti politici, religiosi e sociali, contrassegnati soprattutto dalle Crociate.

Le nuove cattedrali sono progettate e realizzate con un concetto del tutto innovativo: mai s'era visto prima nulla di simile, così slanciate, proiettate verso il cielo con una grazia inimitabile nella sua perfezione….e poi più nulla!

Le nuove cattedrali, con i loro capitelli istoriati e le vetrate variopinte, erano veri e propri libri di pietra per una popolazione che non sapeva leggere ma conosceva i simboli. Le loro sculture, oltre a rammentare la Bibbia, scandivano i cicli dell'anno, del cielo, dei raccolti e della natura.

In alcuni casi c’erano mirabolanti effetti ottici che incutevano un timore reverenziale:un raggio di sole perfettamente mirato che illumina un bersaglio una sola volta all'anno al tempo dei solstizi o degli equinozi… Prodigi che  ci rammentano, che i costruttori di cattedrali avevano precise cognizioni astronomiche ed astrologiche.

La proporzione numerica con cui vennero costruite, soprattutto quella di Chartres, si rifà alle costanti fisse delle piramidi. Lo stesso Pitagora che introdusse in occidente la sezione aurea, la importò dall'Egitto, dove fu iniziato alla scuola dei Faraoni.

Tenete a mente queste piccole annotazioni sparse qua e la fra le righe, sono come tasselli di un puzzle che, al momento di tirare le conclusioni su questo mistero, s'incastreranno l'uno nell'altro rendendo visibile l'insieme. 

Le cattedrali gotiche dunque, stravaganti ed utopistiche all'epoca della costruzione, (ma ancora ai nostri giorni) nascondono il segreto dell'energia racchiusa nella forma, la conoscenza del magico rapporto fra contenitore e contenuto...

Queste “dimore Filosofali” come le definì Fulcanelli, sono in effetti delle immense casse di risonanza. Vennero costruite esclusivamente su luoghi di potere, ben noti ai committenti. Il loro compito principale era (ed è tuttora) quello di catturare, concentrare ed amplificare l'energia, distribuirla nel proprio interno e poi proiettarla verso l'alto attraverso le numerose guglie e le torri. Svolgevano un'opera occulta di ridistribuzione di energia su un territorio molto vasto e ancora "vergine". Un lavoro immenso... Così ne scrive Louis Charpentier in un brano che è pura poesia: 

Ma quale doveva dunque essere la scienza di questi uomini progettisti e costruttori per riuscire a realizzare tali strumenti d'azione? Si capisce bene che questa pietra "così tesa che si potrebbe farla risuonare con l'unghia", secondo l'espressione di Claudel,  la riproduzione del dolmen e della utilizzazione delle sue correnti telluriche. Come nel dolmen la cattedrale  a contatto con l'acqua del suo pozzo che, originalmente si trova al livello del coro.

Ma la cattedrale va ancora oltre. Essa s'innalza nell'aria. Essa s'immerge (e la costruiscono molto alta apposta) nelle correnti dell'aria nelle piogge del cielo, nei temporali e nei fulmini dell'atmosfera, nelle grandi correnti cosmiche.

Essa racchiude la luce, l'assorbe e la trasforma... di terra, d'acqua, d'aria e di fuoco! Quale athanor è  mai stato più completo per realizzare la più bella delle alchimie umane? Perché si tratta proprio di alchimia. Si tratta proprio di trasmutazione, non di metallo ma di uomo." 

E così, in un fulmine, il nuovo stile esplode in tutta Europa. In un’epoca di povertà, pestilenze e guerre, si trovarono comunque i fondi per far sorgere all’improvviso e contemporaneamente, tutti quei costosissimi cantieri con architetti, scultori, carpentieri, mastri vetrai, che costruiscono in uno stile surreale,quasi fantascientifico.

Ma il tempo, fatalmente, lavora contro di loro. Ci saranno soltanto due secoli di splendore, di segreti e di confraternite, poi, così com'è arrivato, improvviso e travolgente, con tutti i  suoi misteri irrisolti, il VERO gotico scompare… 

A partire dal 1320 (anno più, anno meno) scomparvero i "Mastri Apparecchiatori", i Mastri lapicidi italiani di scuola "Comacina" o "Campionese", scomparvero i bestiari, i monaci ricercatori di luoghi radianti e chissà cos'altro...

Ma ormai  il nuovo stile era consolidato e, anche se il buon vecchio romanico si costruiva ancora, si dava la preferenza a quello spettacolo di bellezza, di luci ed ombra rappresentato dal gotico. Ma quale  gotico?

Quello originale, ormai non esisteva più, e così  ci si accontentò delle imitazioni. Arrivarono nuovi Capomastri: buoni costruttori che tentarono di riprodurre le linee ed i volumi, ma ormai le confraternite addestrate nei conventi, gli "Iniziati all'Alchimia della Pietra" che lavoravano pregando e cantando formule sacre, i “compagnons du devoir”che si esprimevano in una lingua misteriosa e intraducibile, “les frères maconniers” che contrassegnavano i blocchi uno ad uno alla cava, ormai non c’erano più…

I nuovi costruttori, per quanto bravi e coscienziosi,  erano ormai semplici "soffiatori" e non alchimisti; le loro cattedrali erano ormai edifici “spenti”, non più  vibranti risuonatori d’energia.

Ma a questo punto è meglio procedere con un pò d'ordine, e per farlo dovremo viaggiare molto, molto  indietro nel tempo, e ricominciare la storia daccapo.

Un "X-File" di mille anni fa 

Il gotico dunque, appare dopo la prima crociata, esattamente dopo il ritorno nel 1128 dei nove (ma in effetti dieci) “Primi Cavalieri del Tempio”.

Osservandoli oggi, li si potrebbe paragonare ad un commando che, agli ordini di una intelligence super-segreta parte per svolgere un incarico del tipo "X-File"...

Dieci anni dopo questo ritorno , l'Abate di Saint-Denis: Suger, attua una strana innovazione: innalza una volta gotica sulle basi romaniche della sua abbazia.

Come se avesse dovuto studiare, rimuginare, e istruire a lungo le maestranze, prima di sperimentare sul campo le nuove tecniche costruttive.

Dieci anni sono lunghi, ma nel frattempo l'abate lavorò assiduamente a tavolino, dal momento che troveremo la sua firma e quella dei suoi allievi, in centinaia di cattedrali che nasceranno di li a poco.

La parola Abate non vi tragga in inganno: non è certo un tranquillo parroco dedito alla cura del suo gregge spirituale; nella Chiesa confluiva tutta l'intellighenzia dell'epoca, filosofi, letterati, matematici, trovavano qui uno sbocco che non avrebbero trovato altrove e che permetteva loro di continuare in tranquillità studi e ricerche. L'Abate Suger, noto anche come Sigerio, è  un architetto insigne ed un uomo di cultura di prim'ordine.

E così, senza che nessun segno premonitore facesse trapelare il cambiamento, come rispondendo ad un misterioso segnale, centinaia di cattedrali s’innalzano contemporaneamente in tutta Europa. In modo particolare nell'Ile de France e nella Champagne; proprio le zone da cui provengono i nove nobili Cavalieri! 

In pochi anni le grandi cattedrali sorgono ovunque: nelle ventose pianure scozzesi, gallesi e irlandesi, sui contrafforti dei Pirenei e delle Alpi, lungo le coste o sulle pianure e colline spagnole italiane e francesi; nelle zone montuose o pianeggianti della Germania fino alle isole del bacino mediterraneo.

Fino a quel fatidico 1130 i parametri provenienti dal bizantino o dal romanico parevano solidi ed immutabili: ma all'improvviso, al ritorno da quella Crociata, (che i nostri dieci non combatterono mai) le cose cambiarono.

 Le nuove costruzioni sono slanciate, proiettano verso il cielo la loro massa, con un equilibrio statico così perfetto che il peso stesso pare annullato. I muri, liberati dalla necessità di sostenere il tetto, sono alleggeriti con l'inserzione di grandi vetrate, e che vetrate! Veri e propri capolavori d'arte, bellezza e conoscenza, simili a gemme scintillanti che ora velano ora esaltano la luce proveniente dall'esterno... Sotto a queste luci colorate, i pellegrini sostano per guarire…

Ora i fedeli entrano dall'ovest e camminano verso Est, percorrendo il cammino rituale, ben noto agli occultisti orientali: "dalle tenebre alla Luce"

La vera rivoluzione sta nelle volte che cambiano completamente struttura, diventano altissime ed ogivali, s'intersecano a crociera su colonne sottili e capitelli istoriati, s’intrecciano talmente in alto che da sotto, tra le nuvole d'incenso e la penombra pare di trovarsi sotto ad una foresta di palmizi; ed  proprio con questo nome "la Forète" che verranno definite.

La vista d'insieme è talmente suggestiva che il pellegrino che osserva dal basso, fra archi rampanti, luci morbide e multicolori è sopraffatto dalla sensazione dell’immanenza divina. Oggi come allora, ci si sente letteralmente proiettati verso l'alto, spinti sia da un impeto spirituale che dalla sensazione fisica di grandiosità…. Tutto l'edificio, snello, ma perfettamente solido, vibra come uno strumento musicale; ed è questo il suo segreto: la sua vibrazione che agisce sulle anime e sui corpi... 

Il gotico è arrivato a noi semplicemente perfetto, senza alcun bisogno di migliorie, di modifiche o aggiustamenti. Tutta la storia dell'architettura dovrà rapportarsi a questo evento. Fino ai nostri giorni non abbiamo potuto che ammirare la purezza di queste linee e la straordinaria abilità degli antichi costruttori. Non abbiamo potuto far altro che cercare di imitarla lambiccandoci il cervello con una sequela di domande a cui è difficile trovare una risposta...

Che cosa è accaduto in quegli anni, quali spinte hanno innescato una simile, ciclopica attività? Da dove arrivava questo stile così diverso e rivoluzionario rispetto al tradizionale target dell'epoca?  

Quelle 356 cattedrali sorte tutte assieme in pochi anni, furono costruite con talento e maestria inarrivabili. Da dove arrivava questa manodopera altamente qualificata? Chi aveva istruito architetti e progettisti? E chi aveva istruito e dove quell'esercito di autentici Maestri carpentieri, scalpellini, vetrai, lapicidi, tutte maestranze specializzate che non avevano alcun dubbio nell’esercitare l'arte loro.

 

In quel periodo l'Europa esce da un lungo periodo di carestie e pestilenze che ne hanno decimato la popolazione. Nei villaggi la gente è misera, malnutrita ed ignorante, oppressa da balzelli e gabelle, in termini di danaro non si sarebbe potuto spremere alcunché, da dove giunse il fiume di danaro necessario a portare a termine tutte quelle costruzioni?

E perchè tante nuove cattedrali? Visto il rapporto con la densità dipopolazione non ce n’era affatto bisogno

Da tutti questi presupposti s'intravvede l'esistenza di un grande disegno che prende l'avvio da un unico grande pensiero. Nessuna cattedrale venne edificata a caso, ma per ciascuna venne scelto un luogo fortemente radiante dal punto di vista dell’energia. Chi ordinò ogni singola costruzione, chi scelse il sito, aveva parametri ben precisi su cui basarsi, doveva essere un personaggio ben addentro ai segreti dei numeri, delle forme, dell’energia e delle sue linee di percorrenza...

In questo scenario inquietante, quale poteva essere l'eminenza grigia capace di mettere in moto una simile impresa? Non c'è dubbio: Bernardo di Chiaravalle, una autorità indiscussa della Chiesa, una mente eclettica, raffinatissima, la cui parola è temuta e rispettata anche dal Papa,(che tra l’altro è un suo allievo).

Bernardo è un uomo potente e dispotico, riformatore e legislatore, introdusse il culto della Madonna e forse venne santificato proprio per questo. Fu un uomo di pessimo carattere ma di vastissima cultura che ebbe libero accesso ad ogni sorta di conoscenza.

Per comprendere la situazione dell’epoca, occorre rifarsi agli scenari, quanto mai reali, descritti nel film “Il nome della rosa.”Nelle abbazie uno dei compiti fondamentali era quello di copiare fedelmente i manoscritti; gli amanuensi, pur avendo fra le mani testi importantissimi, si limitavano a copiarne una pagina per volta, il volume veniva spesso cambiato e così, pur leggendo e scrivendo tutto il giorno, non avevano la minima possibilità di approfondirne il contenuto.

Soltanto lui. Il Superiore indiscusso aveva la possibilità di leggere e confrontare una quantità di testi su cui indagò a lungo. Probabilmente giunse a conclusioni che ad altri erano sfuggite e che riusciamo ad intuire soltanto oggi.

Forse, anche a quel tempo sarebbe stato sufficiente tirare i fili e annodarli, ma pochissimi individui potevano avere la visione d'insieme, la cultura, la profondità di pensiero e la capacità di sintesi di Bernardo… e  soprattutto, il libero accesso a qualunque tipo di manoscritto.

Fu tutta una concatenazione di cause, di eventi, luoghi e momenti storici che permisero a Bernardo di smuovere uomini ed eserciti. Tuonando dai pulpiti contribuì ad infuocare ulteriormente gli animi già eccitati dalla crociata, e fu così che dietro suo suggerimento  partirono i ” Nove Cavalieri” mettendo in atto la più incredibile “missione coperta” della storia. Talmente coperta che a tutt’oggi non è ancora del tutto chiarita…

L'enigma dei nove Cavalieri 

La storia racconta che nell'anno 1118 nove cavalieri francesi di nobilissime origini, devoti religiosi ed “in timore di Dio",lasciarono le loro terre per incamminarsi verso la Terra Santa. Giunti a Gerusalemme si presentarono al Re Baldovino II, rivelandogli che avevano deciso di riunirsi in comunità per proteggere i pellegrini e di custodire le strade pubbliche che portavano al Santo Sepolcro.

A dire il vero, c'era già un ordine monastico, cavalleresco ed ospitaliero che provvedeva a queste necessità e funzionava egregiamente, era l’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani.

Re Baldovino prestò molta attenzione a questi Nobili signori. tenete ben presente che non sono monaci, nè ambasciatori e né guerrieri crociati. eppure il re li accolse nella sua residenza, anzi, fece molto di più, la lasciò a loro e si traferì con la sua corte in un altro palazzo, detto “la Torre di David.”

Così i Cavalieri con il loro numeroso seguito s'installarono nell'ex residenza reale: esattamente, ciò che rimaneva in piedi dell'antico tempio di Salomone.

Monaci "laici" 

Poco tempo dopo, i nove Cavalieri fecero visita al Patriarca di Gerusalemme per informarlo che desideravano essere considerati Soldati di Cristo e di voler vivere in modo monacale, o quasi. Ottenuta l'approvazione del Patriarca pronunciarono i voti di castità obbedienza e non possesso personale pur continuando a rimanere laici.

Non si può certo dire che fossero poveri, poiché provenivano dal fiore della nobiltà dell'epoca e viaggiavano con uno stuolo di servitori ed armigeri come del resto era d'obbligo visti tempi...

Anche i Cavalieri che già da un secolo operavano in Gerusalemme furono generosi nei loro confronti, misero a loro disposizione un vasto spazio che essi possedevano attorno alla (ex) casa del Re.

Dal momento che i nove occuparono la vasta area dell'antico Tempio di Salomone, venne loro dato il nome di Cavalieri del Tempio o cavalieri Templari, da non confondersi con quelli Ospitalieri già in loco...

Qualche anno dopo, l'infaticabile Bernardo stilò per i Templari una regola di tipo monastico e presero regolari voti. Nacque così il famoso Ordine del Tempio che contrassegnò tutta un'epoca e che terminò nel 1314  sul rogo dove, per la protervia di Filippo il Bello con la complicità del Papa, bruciò  Jacques de Molay, l'ultimo Gran Maestro...

Vediamo chi sono questi nobili "primi" cavalieri e, se possibile, cosa sono andati a fare a Gerusalemme.

* Capofila e primo Gran Maestro del futuro Ordine Templare è Messer Hugues de Payns che ha un feudo nella ricchissima zona a nord ovest di Troyes ed appartiene alla famiglia dei Conti di Champagne

*Godefry de Saint-Omer è fiammingo. Ad un suo parente, re Baldovino I aveva affidato il controllo di Tiberiade ed il Principato di Galilea.

*Il personaggio più intrigante è certamente Andrè de Mont Bard, zio dell'onnipresente, onnipotente ed onnisciente Bernardo, abate di Clairvaux, imparentato con i conti di Borgogna. La madre di Andrè è sorella di Aleth, madre di Bernardo. Forse in questo intreccio di legami familiari potrebbe esserci la chiave di volta del mistero...

Payen de Mont-Didier e Archambaud de Saint-Amand sono entrambi fiamminghi. Dei rimanenti cavalieri si conoscono soltanto i nomi di battesimo o di battaglia: Gondemare, Rosal, Godefroy e Geoffroy Bisol.

Come dicevamo, i motivi della loro presenza a Gerusalemme non mai stati chiariti: se avessero veramente voluto proteggere i pellegrini e difendere il Santo Sepolcro, potevano aggregarsi all'Ordine Ospitaliero già esistente, e per lo meno sarebbero scesi in campo a svolgere il loro compito istituzionale, ma non fu così.

Non erano Crociati e nè uomini d'arme, altrimenti avrebbero fatto parte di un esercito, e del resto non parteciparono ad alcuna operazione di guerra.

Non erano affatto pellegrini, perché soggiornarono a Gerusalemme per oltre dieci anni...

Essi giunsero, in apparenza, assolutamente liberi da legami, indipendenti da tutto e da tutti. Eppure, il Re ed i Canonici del Santo Sepolcro  abbandonarono le loro residenze per lasciare libera per loro tutta la zona che fu del Tempio di Salomone.

Forse i Nove, possedevano delle credenziali molto importanti o delle comunicazioni segrete, mai venute allo scoperto, ma sta di fatto che i Cavalieri con il loro seguito rimasero gli esclusivi abitanti di questo luogo e non permisero a nessuno di interferire nei loro lavori. Ma quali lavori? 

Il decimo Cavaliere 

A questo proposito lo storico Guillaume de Tyr racconta che per nove anni essi rifiutarono ogni collaborazione, esterna, ogni reclutamento di altri Cavalieri, con una sola eccezione: Nel 1225 li raggiunse un altro connazionale, uno dei più grandi Signori di Francia: Hugues conte di Champagne.

Ci doveva essere una motivazione molto forte nel compito che si apprestava a svolgere: questo nobile Cavaliere abbandonò la sua contea, ripudiò moglie e figlio per raggiungerli. (per quanto possa essere nobile un ripudio..)

In ogni caso, questi signori, al di fuori da occhi ed orecchie indiscrete, liberi da ogni autorità esterna, protetti dal Re, portarono avanti una missione di cui nessuno, ancora oggi è  a conoscenza. Nessuno, tranne forse Bernardo di Clairvaux… 

Questi dieci Cavalieri sono il meglio della nobiltà del loro tempo: obbedienti, casti, equilibrati: impossibile tentarli o comprarli poiché sono ricchissimi, incorruttibili e al disopra delle parti.

La baldanza con cui richiedono per sé l’area dell'ex tempio di Salomone, e la sollecitudine con cui vengono accontentati, ci fa pensare che avessero in mano credenziali molto autorevoli… E' piuttosto strano che un re con tutta la sua corte ed i Cavalieri del Santo Sepolcro abbiano deciso di fare fagotto e andarsene per lasciare il campo libero! Ed è ancora più strano che nessuno interferisca nei loro scavi, circostanze che, da qualunque parte vogliamo esaminarle, sono molto insolite...

Dunque, è evidente che i Cavalieri abbiano un compito isegreto da svolgere. e soprattutto che in questo luogo debba trovarsi qualcosa di estremamente importante e riservato, qualcosa che è rimasto nascosto, seppellito per secoli nelle profondità di quello che fu il più meraviglioso Tempio della storia.

Soltanto “qualcuno" che avesse letto con molta cura l'Antico Testamento ed i giusti libri di storia poteva avere un’idea sulla”cosa” cercare e sul dove cercarla... Qualcuno capace di fare i giusti collegamenti. 

L’unico in grado di giungere a questa bella intuizione, è lui, l'onnipotente ed onnisciente Bernardo de Clairvaux.

I Cavalieri scavarono sodo per circa dieci anni. all'interno di ciò che restava del Tempio, dopo la distruzione operata da Nabucodonosor nel 593 a.C.

Finalmente vennero liberati vasti locali che risultarono essere le antiche scuderie di Salomone.  Parlando di "scuderie",  è bene pensare in grande: così ce le descrive Jean de Wurtzburg, crociato tedesco che le vide, appena svuotate dalle macerie:

"Si vede una scuderia di una capacità così meravigliosa e così grande che può alloggiare più di duemila cavalli o mille cinquecento cammelli"...

Ma cosa stavano cercando i Cavalieri in quel luogo, e cosa trovarono effettivamente? Come Bernardo,dobbiamo tornare anche noi all’Antico Testamento.

Re Salomone venne incaricato direttamente da Dio di costruire uno splendido Tempio ove custodire l'Arca dell'Alleanza e le Tavole della Legge che il suo popolo aveva ereditato da Mosè. Leggendo la Bibbia ci si rende conto con quanta pignoleria Dio si soffermi a specificare pesi, misure, legni, metalli e addirittura vasellame, stoffe, decorazioni e colori.

Tutta questa meraviglia architettonica fu esplicitamente commissionata per custodire l'Arca e su un punto Dio fu ben chiaro: che in quel luogo Egli avrebbe dimorato  “nelle tenebre", dunque nella cella sotterranea, il sancta sanctorum. 

La misteriosa Arca è un oggetto  più che sacro… Venne costruita da Mosè sempre su diretta istruzione divina. Era un cofano di legno resinoso completamente rivestito da lastre d'oro. Su ciascun lato c'era un cherubino d’oro, e le quattro statue si congiungevano fra loro con la sommità delle ali spiegate. Durante la traversata del deserto Dio stesso o il suo Angelo si manifestavano tra lampi e saette attraverso l'Arca; al suo interno erano custodite le Tavole della Legge, quelle che Dio incise personalmente a fuoco sul Monte Sinai.

La Bibbia narra che l'Arca si proteggeva da sé; chiunque si fosse avvicinato rimaneva accecato o cadeva al suolo  folgorato. Certo, tutto quell'oro nel clima secco del deserto funzionava da super conduttore e condensava l'energia come un accumulatore…. In ogni caso, ad ulteriore guardia dell'Arca, Mosè aveva piazzato una guarnigione di cinquanta uomini consacrati a Dio.

Due parole su Mosè, un personaggio straordinario, Dio, nella sua immensa saggezza, non lo ha certo scelto a caso...

Prima di diventare il profeta del suo popolo, fu allevato alla Corte del Faraone, iniziato dai Grandi Sacerdoti alle leggi del Numero, del Peso e della Forma… Ha avuto tutto il tempo per approfondire la scienza che gli permetteva di conoscere le formule dei misteri sacri dell'Egitto. Da qualche parte le avrà certamente annotate e forse le ha portate con sé.

Quando il Faraone, rabbioso, gli concede di partire con la sua gente purchè faccia cessare le famose "piaghe", gli cede anche il "Tesoro dell'Egitto".Trascinandosi dietro anche questo dolce peso, Mosè ed i suoi viaggiarono verso la Terra Promessa... L'evolversi della storia lo conosciamo, sul Sinai riceve le Tavole della Legge, e così via, fino alla costruzione ed alla distruzione del Tempio di Salomone, quando tutto finisce sotto terra, nascosto così bene che non si trovo mai più...

E pensare che era tutto così semplice! il segreto non era poi così segreto, non c'era che da leggere la Bibbia, fare due conti e scavare nel punto giusto...

Ma nel buio dell'anno mille, anche i re e gli imperatori erano un pò analfabeti…  E inoltre, la lettura della Bibbia era proibita al volgo, soltanto gli ecclesiastici vi avevano accesso, e fra gli eruditi dunque, chi se non Lui, l’astutissimo Bernardo. 

In quei dieci anni di scavi, cosa trovarono i suoi fidi Cavalieri? Non ce lo hanno raccontato mai, sono state fatte soltanto delle ipotesi . Sta di fatto però, che portarono fuori dalla Terra Santa ed imbarcarono verso la Francia un gran numero di carri di cui nessuno conobbe mai il contenuto e nè il luogo di destinazione finale. Arrivarono forse a Mont-Segur, o a Rennes-le-chateau?

Trovarono l'Arca dell'Alleanza? Certo che no! Un oggetto così strepitoso, acceso o spento che fosse, non sarebbe certo passato inosservato, prima o poi il segreto sarebbe trapelato...La stessa cosa vale per le Tavole della Legge…. Probabilmente entrambi gli oggetti sono  ancora nascosti, forse dimorano ancora nelle tenebre, esattamente là dove Salomone le ha collocate, seguendo le istruzioni di Dio.

Però, questi santi uomini certamente qualcosa scovarono. Forse qualche rotolo di appunti? Formule di geometria, fisica, matematica e  architettura sacra? Perché no! Gli Ebrei, e Salomone in particolare erano Maestri  nella scienza della Cabala, delle Sephiroth, delle Leggi del cielo della Terra, delle acque, dell'Alchimia…

E' possibile che abbiano rinvenuto alcune annotazioni, o veri e propri libri incisi su lamine di rame o d’oro… Il tempio di Salomone traboccava d'oro. Intere stanze ne erano lastricate  dal pavimento al soffitto.

Forse, non saranno stati gli originali dei Libri Sacri di Mosè, forse erano ottime copie dell'epoca di Salomone, sta di fatto che una conoscenza mai vista prima giunse in Francia assieme ai Dieci Cavalieri quando vi fecero ritorno. E in Francia, in trepida attesa c'era Bernardo, capace di leggere, decifrare, connettere. 

Da questo momento, nella pace inviolabile delle loro Abbazie, Dotti, Saggi e Sapienti (sono tre cose diverse), cominciano ad esaminare insegnamenti finora sconosciuti e prepararsi a metterloi in pratica…

L'abate Sigerio, architetto, matematico, filosofo, del medesimo Ordine Monastico di Bernardo, dopo il ritorno dei Cavalieri impiegherà dieci anni prima di sperimentare il nuovo stile nella sua abbazia. Subito dopo partirà alla grande mettendo in piedi centinaia di cantieri.

Dieci anni sono un tempo più che sufficiente per riunire in confraternite ed istruire con le nuove regole i progettisti ed i Mastri artigiani necessari allo scopo.

E fra questi, naturalmente c’erano anche i rabdomanti! Da tempo immemorabile i Frati si tramandano la conoscenza sulla ricerca dell'acqua e delle energie nascoste... In quanto a Bernardo, lo ritroveremo in strani spostamenti che, "casualmente" precedono la costruzione di una nuova cattedrale.

Questa delle confraternite, sembra essere l'unica spiegazione possibile, e cioè che è stato proprio l'Ordine Cistercense di Bernardo a propagare il gotico e ad insegnarlo. Come e dove altrimenti si sarebbe formata tutta la manodopera specializzata apparsa praticamente dal nulla?  Così scrive Charpentier:

"Questa scienza che non è andata perduta, nemmeno per la sua parte materiale, è stata insegnata ai costruttori religiosi dai monaci di Citeaux, i missionari del gotico. I costruttori di quei lontani tempi l'hanno trasmessa agli apprendisti delle loro confraternite.” (1)  

Anche le maestranze che lavoravano alla costruzione delle cattedrali erano gente “speciale”.Oltre alla grande competenza dell'arte, erano animati da un grande fervore mistico e religioso, impartito nei conventi in cui furono istruiti.

Il loro lavoro, seppur faticoso, si svolgeva come una grande preghiera corale, tutti collaboravano consci della sacralità e dell'importanza di ogni gesto.

Anche gli abitanti dei villaggi fornivano gratuitamente la loro opera di manovalanza ai cantieri. I nobili, oltre alle generose elargizioni in danaro, ritenevano un onore imbracarsi con corregge e tiranti per trascinare i blocchi. C’era inoltre la promessa dell’indulgenza dei loro peccati e tutto fa…

Eppure, tutta questa conoscenza scomparve all'improvviso, come ritraendosi su sé stessa... Tutto ebbe fine su quel rogo dove nel 1314 per ordine del Papa e del Re di Spagna, il Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio, Jacques de Molay fu immolato, vittima dell'arroganza di un potere cieco e ottuso che è ancora attivo.

Certo, non furono i Cavalieri a costruire le cattedrali, ma a detenere la conoscenza delle formule ed a sovvenzionarle con fiumi di danaro.

Dopo l’estinzione dell’Ordine infatti, cessarono anche le costruzioni. Negli anni successivi la purezza delle linee venne contaminata da aggiunte e rimaneggiamenti, come se non si riuscisse più a ricordare il modello dell'originale. Nacque il cosiddetto "gotico fiorito”ricco di sovrastrutture e dettagli, ed il “gotico fiammeggiante” ironia della sorte, proprio nell'epoca in cui il fumo dei roghi oscurava la Luce della Ragione.


(1) Charpentier: Les Mystères de la Cathèdrale de Chartres - Laffont - Parigi 1966 

 

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Ultimo aggiornamento:  01-10-07