CUORE DI CANE  -Riti di Capodanno

12-11-12

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CUORE DI CANE

di Jim Willis [2001]

Traduzione di Patrizia Fiorenzato

Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squarciati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica. Ogni qualvolta facevo la "discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi: "Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po' più lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le notti in cui mi rannicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perché "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata.

Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera e a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole.... Ero felice, perché tu eri felice.

Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, e così ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore".

Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perché le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. La notte sgusciavo dentro i loro letti ad ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua  auto.

Ci fu un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio ed iniziavi a raccontare di me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono ammessi. Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia.

Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, ma anche di paura, di disperazione. Hai compilato le carte e hai detto: "So che troverete una buona casa per lei". Loro hanno fatto le spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava: "No, papà! Per favore, non lasciare che si prendano il mio cane!" Ed ero preoccupata per lui, per la lezione gli stavi impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto per ogni forma di vita. Mi hai dato una pacca di addio sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende.

Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non hai fatto alcun tentativo per trovarmi una buona casa. Scossero la testa e mi chiesero: "Come ha potuto?".

Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito. All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu - che avessi cambiato idea - che questo fosse tutto un brutto sogno.... o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi.  Quando capii che non avrei potuto competere con lo zampettare di un allegro cucciolo, inconsapevole del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai.

Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla. Lei mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio cuore martellava nell'attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo. La cucciola prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Com'è mia natura, ero più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e io lo sento, così come conoscevo ogni tuo umore. Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico ad una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lasciai andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai: "Come hai potuto".

Forse perché non comprese bene il mio linguaggio canino, mi rispose: "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro, ma che era sicura che andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno.

 E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando.... Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che ogni persona, nella tua vita, possa continuare a mostrarti così tanta lealtà.

Nota dell'autore

Se "Cuore di cane" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perché è la storia  di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono di dolore nei rifugi per animali in tutto il mondo.
Chiunque voglia distribuire questo scritto per scopi non commerciali è ben accetto, purché sia correttamente riportata la nota sul copyright.             

Per favore, utilizzate questo scritto per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali, negli ambulatori veterinari e nei bollettini.
Dite alla gente che la decisione di accogliere un animale in famiglia è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa degli animali può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorire le campagne per la sterilizzazione per prevenire nascite di  animali indesiderati.

Jim Willis

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     follie di capodanno

 Le notizie di questo articolo sono tratte dai miei libri:

L’origine delle Superstizioni

e da Angeli Planetari e Zodiacali

                       L'anno nuovo viene immaginato come un bambino allegro e capriccioso. Burlone e ficcanaso  sparge doni a piene mani,  passando velocissimo di casa in casa.   E' a lui che si brinda, alle promesse di momenti felici che vorrà lasciarci.

Viceversa, l'anno vecchio è  visto come un vegliardo brutto, gobbo e storto che se ne va, viene cacciato via in malo modo con tutti i guai che ci ha procurato.

Per accelerare lla sua fuga viene accompagnato, allontanato e spaventato da scoppi di petardi, mentre ci si accattiva il favore del  nuovo arrivato con colori, candele, fuochi e doni.

In questa notte un pò folle si osservano con attenzione gli eventi poiché  se ne possono trarre molti auspici, e soprattutto si rispettano i rituali propiziatori per attrarre a sé la fortuna, anch’essa a passeggio  in questa notte, a guardare qua e la dove tornare nel corso dell’anno nuovo…  Si dice ad esempio, che chi canta a capodanno, canterà tutto l'anno, stessa cosa vale per chi piange, ride, balla o lavora.

Per questo motivo ci si fa trovare in piena festa, ben vestiti, davanti ad una tavola riccamente imbandita, circondati in allegria da amici e parenti.

Per attirare l’attenzione della Dea Bendata e del felice Popolo Invisibile, ci si circonda in questo momento specialissimo, di oggetti, colori, cibi invitanti .Tutto dev’essere bello, piacevole, attraente, sia per noi che per Loro…

Il Piccolo Popolo di cui ricerchiamo l’amicizia ed i doni, apprezza tutto quanto c’è di meglio in sapori, colori e profumi,, compatibilmente con le loro preferenze.

Anche se non mangeranno il nostro cibo sul piano fisico, saranno attratti dal suo richiamo e si nutriranno delle sua componente “astrale”.

In questi momenti di festa, attratti dalla nostra euforia, sono più che  mai vicini alle nostre tavole, alle nostre case e, se affascinati e allettati da ciò che gli offriamo,  non esiteranno a lasciarci i loro doni in cambio…

Queste creature meravigliose, proprio perché sono “elementali”,  rispondono al richiamo, all’attrazione fatale che gli giunge appunto del regno o dell’elemento a cui appartengono: terra, fuoco, aria ed Acqua.

Allo stesso modo, ciascuno di noi, a seconda del proprio segno zodiacale, subisce l’influsso  dell’Elemento che lo rappresenta, poiché, com’è noto, i segni zodiacali, non sono “singoli”, isolati nel cielo, ma sono “cugini”, quattro triadi di cugini, amici e “parenti  proprio per via dell’elemento d’appartenenza.

I tre cugini di Terra sono Vergine Toro e Capricorno

I tre cugini di Fuoco sono Ariete, Leone e Sagittario,

I cugini d’Acqua sono Cancro Scorpione e Pesci,

e per finire, i cugini d’Aria sono Bilancia, Acquario e Gemelli.

 Ciascuno ha i suoi Pianeti Governatori, i metalli, i colori, i fiori, i profumi, l’animale totem, e naturalmente cibi, oggetti e, visto che a Capodanno dobbiamo sfoderare tutte le nostre armi.

 

                        I CIBI & LA FORTUNA

Oltre al menù di Capodanno, generalmente molto ricco che varia da una regione all'altra, ci sono i cibi “cult” che si tramandano da sempre.

 La fortuna, e dunque anche il danaro e, l’oro, come abbiamo visto, è qualcosa che si attrae, e da sempre si dice che il simile attrae il simile, ed ecco che  si mangiano le tradizionali lenticchie, simbolo del danaro che entra in casa, perché sono  come   piccole monete, perfettamente rotonde e piatte. Simbolicamente tengono lontana la povertà.

Lo zampone o il cotechino di maiale, cibo caldo, grasso, speziato, piacevole al palato, sontuoso sulla tavola, è  auspicio di prosperità, sazietà, di buon cibo nutriente e sensuale che non mancherà per tutto l'anno... E’ il rituale che allontana lo spettro della fame e della carestia.

L’uva, così succosa, zuccherina, nei suoi grappoli turgidi e colorati rappresenta l’abbondanza. Per il suo simbolismo sacro, offerta con il grano a Dio nella Messa come: “frutto della terra e del lavoro dell’uomo” rappresenta i desideri che si realizzano, le grazie ricevute…

 

I FRUTTI – TALISMANO

 Sono ritenuti portatori di fortuna tutti i frutti rossi e quelli che che si sviluppano all’interno di un guscio robusto, solido che li protegge dagli attacchi esterni. Particolarmente favoriti sono i gusci spinosi o legnosi. Altri portafortuna sono i frutti con abbondanti chicchi, soprattutto se sono dolci e succosi. La magia funziona per similitudine e dunque, per analogia, il guscio che ha protetto il frutto,  proteggerà con  la sua forza la persona che lo possiede.

Frutti portafortuna sono dunque le  noci, le  nocciole, le pigne, le castagne ed anche le ghiande. Meravigliosi talismani sono dall’antichità più remota i melograni, al cui interno i chicchi, rossi e lucenti sembrano gioielli scintillanti racchiusi in uno scrigno. Preziosa è l'uva, il grano ed il riso...

Ben lo sanno i gioiellieri, molto attenti ai simboli portafortuna che riproducono in oro o argento per la gioia di chi li riceverà in dono.

Belli a vedersi ed efficaci portafortuna sono i PEPERONCINI ROSSI il loro effetto scaramantico si sintetizza nel colore rosso, nel loro fuoco interno, e nella forma appuntita che come il cornetto è  capace di lacerare, smontare e distruggere il cosiddetto “ malocchio”. Mazzetti e ghirlande  di peperoncini sono belli e colorati per le decorazioni, e sempre più spesso spuntano a sorpresa anche nei bouquet da sposa…

 Per  richiamare in modo irresistibile il danaro, appendete dietro alla porta, dalla parte interna, un sacchetto  con delle MONETE D’ORO. Ovviamente,  è sufficiente che le monete siano di cioccolato, ma avvolte nella luccicante stagnola dorata...  per il folletto incaricato, non fa differenza,  riconoscerà la forma ed il colore, e certamente vi sarà riconoscente dopo averne apprezzato il buon sapore, “eterico”.  Notoriamente, il “ popolo fatato” non attribuisce la minima importanza al valore venale delle cose. Accettano con gioia fili e perline colorate donando in cambio pepite d’oro e pietre preziose che raccolgono nelle miniere. 

 

LA LEGGENDA DEL VISCHIO:

 E' il portafortuna sacro dei paesi nordici, diffuso ormai in tutto l'occidente. Per la sua rarità e per il suo modo così misterioso di riprodursi, fu sempre ritenuto una pianta sacra.

I Celti ne avevano un culto particolare, veniva chiamato "colui che guarisce tutto" o anche "acqua di quercia"  perchè vive spesso in simbiosi con le querce sacre a Odino.

Nella notte del solstizio d'inverno, i sacerdoti druidi, vestiti di una tunica bianca, andavano alla sua ricerca nelle profondità del bosco. Ne tagliavano i rami con un falcetto tutto d'oro, facendoli cadere nei mantelli bianchi perch non toccassero sul terreno.

Ancora oggi è un valido portafortuna e si usa spesso colorarlo d'oro perchè assumendo le caratteristiche del nobile metallo, aumenti il buon auspicio.

E' ritenuto  particolarmente favorevole agli innamorati per via di una suggestiva leggenda, che però pochi conoscono.

C'era una volta un troll, un folletto libidinoso che amava girare di notte per le case degli umani baciando sulla bocca le donne addormentate. Le cose andarono abbastanza bene fino a quando baciò la donna di un grande mago druido... Il marito, che conosceva le formule magiche, imprigionò per sempre il folletto nelle bacche appiccicose del vischio,

Per indispettirlo ulteriormente, lo appese sullo stipite della porta e fece sfilare tutte le coppie di innamorati del paese, invitandoli a baciarsi proprio sotto ai suoi occhi…

La storia si è persa, ma la tradizione è rimasta... A capodanno, gli innamorati di ogni età si scambiano baci di buon auspicio sotto ai mazzi di vischio appesi sull'uscio di casa.

Regalare il vischio, significa auspicare un amore che rimane vivo e intenso, come il desiderio del folletto baciucchione che, intrappolato nelle bacche continua a desiderare ardentemente i baci che ha rubato... 

 

     

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Ultimo aggiornamento:  01-10-07